Studio della famiglia e degli antenati

Quando la nostra storia non inizia con noi

Ci sono momenti in cui ci accorgiamo che quello che stiamo vivendo non è solo “nostro”.

Una paura che non ha spiegazione.
Una ripetizione che ritorna.
Un dolore che sembra più grande della situazione presente.

È da qui che nasce il mio interesse per la psicogenealogia:
dalla consapevolezza che la nostra vita non inizia con la nostra nascita, ma dentro una storia che ci precede.


Non siamo solo individui

Siamo figli, nipoti, pronipoti.
Siamo il punto d’incontro tra linee materne e paterne, tra memorie, ruoli, silenzi, perdite e scelte.

La psicogenealogia osserva proprio questo:
come le dinamiche familiari possano attraversare le generazioni e manifestarsi, a volte in modo inconsapevole, nella vita dei discendenti.

Non si tratta di colpa.
Non si tratta di destino.

Si tratta di appartenenza.

Astrogenealogia

Astrogenealogia

L’astrogenealogia integra il linguaggio simbolico dell’astrologia con uno sguardo genealogico e sistemico, offrendo una lettura delle dinamiche familiari e transgenerazionali che attraversano la storia personale. Questo approccio permette di esplorare temi ricorrenti, lealtà invisibili e passaggi irrisolti, non per attribuire colpe o determinismi, ma per favorire consapevolezza e possibilità di rielaborazione. L’obiettivo è comprendere il contesto più ampio in cui l’esperienza individuale prende forma.

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Le radici della psicogenealogia

La psicogenealogia nasce dall’incontro tra diversi saperi: psicoanalisi, studi sistemici familiari, antropologia e lavoro simbolico.

Autrici come Anne Ancelin Schützenberger hanno parlato di “lealtà invisibili”: legami profondi che possono portarci, senza accorgercene, a ripetere storie non concluse.

Il lavoro sistemico di Bert Hellinger ha messo in luce dinamiche di esclusione e compensazione all’interno dei sistemi familiari.

Al di là delle scuole e delle metodologie, il cuore resta questo:
ciò che non viene riconosciuto tende a ripresentarsi.


Lealtà invisibili e ruoli inconsci

A volte un figlio può inconsciamente:

  • portare il dolore di un genitore
  • identificarsi con un familiare escluso
  • ripetere un destino interrotto
  • rinunciare alla propria espansione per fedeltà al clan

Non per scelta consapevole. Ma per amore.

La psicogenealogia non accusa.
Non patologizza.
Osserva.

E invita a trasformare la lealtà cieca in lealtà consapevole.


Linea materna e linea paterna

Nel lavoro genealogico emergono spesso due grandi radici:

La linea materna, legata al nutrimento, alla trasmissione emotiva, alla relazione.
La linea paterna, legata alla struttura, al riconoscimento, alla posizione nel mondo.

Molte tensioni personali possono essere lette come movimenti irrisolti tra queste due polarità.

Non per trovare un colpevole,
ma per comprendere il contesto più ampio in cui la nostra esperienza prende forma.


La psicogenealogia non è determinismo

È importante dirlo con chiarezza.

La psicogenealogia non sostiene che siamo condannati a ripetere il passato.
Non afferma che il nostro destino sia già scritto.

Al contrario.

Portare luce sulle dinamiche ereditarie permette di interrompere la ripetizione automatica.

La consapevolezza apre possibilità.


Un approccio simbolico, non clinico

La psicogenealogia non è una disciplina scientifica nel senso sperimentale del termine.
Non sostituisce percorsi terapeutici né offre diagnosi.

Si muove in un ambito simbolico e sistemico, dove l’obiettivo non è spiegare tutto, ma favorire comprensione e integrazione.

Il suo valore non sta nella misurazione statistica, ma nella capacità di generare consapevolezza.


Perché oggi se ne parla così tanto?

Viviamo in un tempo in cui molte strutture familiari si stanno trasformando.
I ruoli cambiano, le distanze aumentano, i traumi collettivi si intrecciano con quelli personali.

Molte persone sentono che il proprio dolore non è solo individuale.

Studiare la propria genealogia non significa restare nel passato.
Significa comprendere da dove veniamo, per scegliere dove andare.


Vedere, riconoscere, scegliere

Quando nel lavoro genealogico emerge una storia, un escluso, un dolore taciuto, il movimento non è accusatorio.

È un movimento di riconoscimento.

“Ti vedo. Ti riconosco. Ora scelgo in modo più libero.”

In quel momento, ciò che era peso può diventare radice.


Perché integro la psicogenealogia nel mio lavoro

Nel mio percorso, la psicogenealogia si intreccia con il counseling e con la lettura simbolica dell’astrologia. Non per spiegare tutto attraverso il passato, ma per offrire uno sguardo più ampio.

Perché a volte ciò che viviamo non è solo una difficoltà personale, ma un nodo di storia che chiede consapevolezza.

E ogni volta che qualcuno sceglie di guardare con rispetto le proprie radici,
non sta solo lavorando su di sé. Sta facendo un passo nuovo nella propria linea.